Stipsi

Per stipsi o stitichezza si intende non solamente la ridotta frequenza delle defecazioni rallentato transito (<3 evacuazioni x settimana) ma anche la difficoltosa emissione di feci dure (defecazione ostruita). Le cause di stipsi sono tantissime a cominciare da una dieta incongrua perché povera di fibre, evento molto frequente negli usi e costumi della società attuale, per proseguire con problematiche psichiatriche con uso e abuso di farmaci antidepressivi, gravidanza, terapie con ferro, uso prolungato di antispastici ed analgesici, e ancora malattie metaboliche e disendocrine come il diabete, il mixedema, l’ipercalcemia, l’ipotiroidismo etc. Da considerare ovviamente cause intestinali di tipo meccanico quali il cancro del grosso intestino, o la malattia diverticolare, il morbo di Crohn ed altre cause di ostruzione del lume intestinale. La stipsi in cui si riconosce una causa evidente, come quelle appena elencate, si definisce come stipsi secondaria Nella stipsi cosiddetta idiopatica, che pure interessa una larga parte della popolazione, non si riconoscono delle cause evidenti ma certamente si osservano alterazioni del funzionamento con la prevalenza di due tipi fondamentali di stipsi: quella da rallentato transito e quella da defecazione ostruita anche se spesso in molti casi coesistono entrambe. Nel primo caso il disturbo si individua in un rallentamento della propulsione del bolo fecale in uno o in più tratti del colon , nel secondo caso il difetto sta nella fase espulsiva delle feci per alterazioni del meccanismo della defecazione (vedi paragrafo defecazione ostruita per maggiori dettagli).

Oggi notevoli progressi sono stati fatti nella gestione della stipsi idiopatica .

Innanzitutto la stipsi, divenuta oramai un vero problema sociale , viene affrontato con minore superficialità rispetto al passato. Il medico ha imparato infatti ad ascoltare il paziente , a non sottovalutare i suoi sintomi e riconosce la necessita di aggiornarsi sulla conoscenza di indagini specialistiche relativamente recenti ma assai utili per arrivare ad una diagnosi più corretta e individualizzata quali i tempi di transito intestinali con markers radiopachi, la manometria e la elettromiografia retto anale, la defecografia. Da parte del paziente esiste pure una maggiore informazione e sensibilizzazione che induce la gente ad accettare iter diagnostici non sempre semplici.

Una dieta ricca di fibre e di liquidi è oggi accettata più facilmente e con piena consapevolezza mentre molta attenzione viene riposta da parte della ricerca scientifica nella formulazione di nuovi farmaci che possano essere utilizzati a lungo e senza effetti collaterali affrontando a 360 gradi il problema stipsi (vedi il recente macrogol lassativo osmotico di ultima generazione ed il recentissimo prucalopride nuova molecola selettiva sui recettori della motilità intestinale).

Importante la diffusione del bio-feedback in casi selezionati ( dissinergia rettoanale ) mentre sulla idrocolon terapia c’è da chiedersi se non si tratti di una moda passeggera.

Anche il chirurgo proctologo può oggi risolvere o attenuare i problemi di una buona fetta di pazienti con stipsi, in particolare di quelli che soffrono di una severa defecazione ostruita con deterioramento della qualità di vita in prsenza di prolasso mucoso occulto, intussuscezione retto anale, rettocele, proponendoli dopo una attenta selezione al recente intervento di STARR.

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